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martedì, 24 maggio 2005

Avevamo "quello sguardo ferito". Allen Ginsberg è a Stonewall il 28 giugno del 1969 mentre è in corso la rivolta di gay, transgender, lesbiche contro la polizia di New York che ha compiuto nuove brutalità. Allen Ginsberg è gay, è ebreo,  Allen Ginsberg è fra i più grandi poeti del Novecento. Coglie nello sguardo il passaggio di fase. C'è un prima della rivolta, nel quale noi omosessuali abbiamo "quello sguardo ferito"; c'è un durante e un dopo la rivolta in cui non abbiamo più "quello sguardo ferito".
Ginsberg non ci dice che sguardo sia quello non più ferito, ma possiamo immaginarlo. Rabbia, piacere, orgoglio, forza, determinazione, anche se solo momentanea.  "Quello sguardo ferito" l'ho notato in molti visi, non solo di omosessuali.  E' lo sguardo di chi sente quanto sia difficile, duro, malinconico, umiliante, vivere. E vivere con fatica, senza avere con sé il conforto della rivolta, è una ferita dell'anima che sgorga dagli occhi.

Postato da: bepperamina a 23:23 | link | commenti (1) |



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